Visualizzazione post con etichetta moneta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta moneta. Mostra tutti i post

martedì 9 agosto 2011

Manuale d'uso per una vera Rivoluzione

"Oggi la moneta nasce di proprietà della banca che la emette prestandola ai cittadini. Noi vogliamo che nasca di proprietà dei cittadini e che sia accreditata ad ognuno come "reddito di cittadinanza."  Giacinto Auriti
Come nasce il valore della moneta? Chi lo crea? Perché gli Stati sono indebitati con le banche centrali? Lo ha spiegato Giacinto Auriti, docente e fondatore della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Teramo, nel libro "Il paese dell'utopia", disponibile gratuitamente in rete.

Definizione di moneta 
 
Tutte le scuole economiche non hanno ancora capito cos'è la moneta. Per questo o negano che la moneta sia un bene economico (nichilismo monetario) e la considerano come un “nulla” o uno strumento neutro nello scambio, oppure la definiscono in termini di debito/credito. Se fosse vera la prima ipotesi, per noi dovrebbe essere indifferente avere denaro in tasca o non averne e dovremmo rimettere in libertà tutti i ladri perché avrebbero rubato “nulla”. Se fosse vera la seconda un debito di denaro sarebbe un debito di un debito, quindi un nonsenso.
La moneta è invece un bene reale, in quanto misura del valore e quindi valore della misura.
La moneta è misura del valore. Poiché ogni unità di misura ha in sé la qualità che deve misurare, così come il metro ha necessariamente la qualità della lunghezza, la moneta ha necessariamente la qualità del valore, perché misura il valore.

Definizione di valore

L'altro errore sta nell'aver concepito il valore come dimensione dello spazio, in seguito ad una concezione materialistica del valore. Mentre lo spazio è solo presente, tutto il resto è tempo.
Il valore è un rapporto tra fasi di tempo, il rapporto tra il momento di previsione e il momento previsto. Noi accettiamo moneta contro merce, sapendo che potremo riutilizzare moneta contro merce.
Dopo queste premesse si spiega come tutti i monetaristi, dopo aver accettato all'unanimità la definizione della moneta come misura del valore si sono limitati a definirla come mero strumento di scambio, andando alla ricerca del valore monetario al di fuori della moneta.
Quando si parla dell'oro e del cosiddetto valore intrinseco come se fosse una proprietà insita nel metallo, ci si dimentica che anche l'oro ha valore perché ci si è messi d'accordo.
Il valore della moneta è quindi sempre un valore indotto, frutto di una convenzione sociale. Poiché la convenzione è una fattispecie giuridica ed ogni unità di misura è stabilita per convenzione, la materia prima per creare moneta è la stessa che serve a creare fattispecie giuridiche: spazio e tempo.
Lo spazio è la materia con cui il simbolo monetario si manifesta. Il tempo è la previsione della possibilità di comprare.

Indotto fisico e indotto giuridico


Mentre il valore del credito è commisurato al valore dell'oggetto del credito, il valore convenzionale è creato dalla stessa convenzione e la sua entità è liberamente concepita dall'accordo tra le parti. Nasce così un valore che non ha altro costo che l'attività mentale delle parti e l'elemento materiale necessario alla sua manifestazione formale.
    Come nell'indotto fisico nasce energia elettrica quando comincia la rotazione della dinamo, analogamente nasce il valore monetario all'atto dell'emissione nelle mani dell'accettante perché ne prevede la ulteriore cessione e circolazione nell'indotto giuridico.”
Distinzione tra valore creditizio e valore monetario

E' tempo ormai di uscire definitivamente dall'equivoco che spaccia sotto la parvenza di valore creditizio il valore monetario.
Quando si è preteso di giustificare il valore monetario sulla base della riserva d'oro confondendo e spacciando sotto la parvenza di valore creditizio il valore indotto, si è configurata la moneta non come misura del valore, ma come titolo di credito rappresentativo della riserva. La moneta non è credito, ma oggetto di credito.
Del resto, se fosse vero che la riserva serve a conferire valore alla moneta, dopo la cessazione degli accordi di Bretton Woods il dollaro avrebbe dovuto perdere totalmente il suo valore, mentre così non è stato.
Differenze fondamentali tra moneta e credito:
1) il credito si estingue col pagamento, la moneta continua a circolare dopo ogni transazione eseguita, perché come ogni unità di misura è un bene ad utilità ripetuta;
2) il valore del credito è sottoposto al rischio dell'inadempimento, mentre il valore monetario è attuale e certo, essendo per induzione giuridica bene reale, garantito come oggetto di diritto di proprietà;
3) nel credito prima si vuole il precetto normativo, poi lo si manifesta; nella moneta prima si crea la manifestazione formale, cioè i simboli monetari, poi le si attribuisce il valore all'atto dell'emissione.
4) il valore del credito è causato dalla promessa del debitore, il valore della moneta è prodotto dall'accettazione del primo prenditore, perché egli sa, come membro della collettività, che sarà accettata da tutti come convenzione monetaria.

Il valore della moneta è creato da chi l'accetta, non da chi la emette. Oggi la moneta è emessa sotto forma di falsa cambiale. Il governatore della banca centrale, sottoscrivendo il simbolo monetario, induce la collettività nel falso convincimento che sia lui stesso a creare il valore monetario.



Nella relazione al disegno di legge sul conto intrattenuto dal Ministero del Tesoro presso la Banca d'Italia, approvato dal Consiglio dei Ministri il 10 febbraio 1993, è contenuta una preziosa dichiarazione, rara per la sua impudente sincerità: 
La ratio di queste disposizioni è evidente: garantire la piena indipendenza delle Banche Centrali e della Banca Centrale Europea, nella gestione della politica monetaria … In conseguenza non è consentito agli esecutivi degli Stati firmatari del Trattato, di esercitare signoraggio in senso stretto: ovvero di appropriarsi di risorse attraverso l'emissione di quella forma di debito inesigibile che è la moneta inconvertibile di corso legale” 
Dunque: 
1. esistono risorse che non sono di chi se ne appropria, altrimenti non sarebbe possibile appropriarsene; 
2. mentre non è consentito a nessuno di appropriarsi di risorse altrui, ciò è consentito per legge alle Banche Centrali, che emettono debito inesigibile.
Le “risorse” di cui si parla qui non sono altro che il valore indotto della moneta creato dalla collettività.
In tal modo la banca centrale non solo espropria ed indebita la collettività nazionale del suo denaro, ma pone le premesse per usurpare tramite la sovranità monetaria la stessa sovranità politica. 
La moneta come bene reale può essere oggetto di debito e di credito ma non debito essa stessa. Ecco perché tutti possono prestare moneta tranne chi la emette.
Una volta dimostrato che la moneta ha valore indotto causato dalla convenzione sociale, approfittando del fatto che l'emissione della cambiale è prerogativa del debitore, le banche centrali apparendo come debitori di false cambiali, si sono arrogate il potere di esercitare signoraggio per appropriarsi di risorse monetarie, espropriando e indebitando la collettività.
E' questa la grande usura intuita da Pound. Le banche centrali infatti chiedono agli Stati degli interessi sui prestiti concessi, interessi non dovuti dal momento che l'unico lavoro compiuto dal banchiere è quello tipografico.

"Il sistema moderno per imporre la schiavitù è il debito. L'usura è uno strumento per accrescere il debito, e per tenere il debitore indebitato per sempre o almeno per il tempo più lungo possibile.
È nera ipocrisia cianciare di libertà a meno che in essa non sia compresa la libertà di non indebitarsi.”  [Ezra Pound, L'ABC dell'economia]
Auriti ha denunciato Ciampi e Fazio per truffa, falso in bilancio, associazione a delinquere, usura e istigazione al suicidio. Il Procuratore generale aggiunto della Procura della Repubblica, Ettore Torri, ha convenuto che qui sussisterebbero gli estremi dell'elemento materiale della truffa, mancherebbe l'elemento psicologico del dolo. Le banche centrali hanno raggiunto un tale grado di professionalità della truffa da aver consolidato il convincimento di avere il diritto di farla.

Oggi l'uomo lavora per pagare debiti in una situazione di cronica insolvenza. Pretendere nell'attuale sistema di pagare un debito di denaro con denaro è come pretendere di pagare un debito con un altro debito. Non è possibile.”

Conclusioni


Tutto il denaro in circolazione è gravato di debito verso la banca centrale che lo emette in un solo modo: prestandolo. Per liberarci dalla schiavitù del debito e poter tornare ad una dimensione umana dobbiamo dichiarare la moneta di proprietà del portatore all'atto dell'emissione.
Potrebbe sembrare una rivoluzione impossibile o una teoria folle e strampalata, proprio come le teorie copernicane sul sistema eliocentrico devono essere apparse all'epoca.
Ma noi abbiamo una risorsa che mancava a Copernico: internet, un'arma che unita alla verità e alla necessità di questa rivoluzione monetaria potrebbe aiutarci a far sì che il cambiamento richieda tempi meno lunghi. Siamo nani sulle spalle di giganti.

sabato 30 luglio 2011

I soldi sono finiti

"Non si riuscirà a suscitare interesse per l'economia in nessuno finché non ci si renderà conto che si patiscono gli effetti di un sistema perverso."  Ezra Pound


Mentre l'ora è l'unità di misura convenzionale del tempo e la adattiamo alle nostre esigenze (ora legale), nel caso della moneta, che è l'unità di misura del valore, siamo noi a dover cambiare il nostro stile di vita per rispondere alle necessità dell'economia.
Galbraith diceva che lo studio del sistema monetario è alla portata di qualsiasi persona curiosa e mediamente intelligente, ma la maschera di complessità attribuita a questa materia l'ha ormai resa una scienza di pochi eletti (economisti).
Pieni di denaro, siamo senza moneta. Anche, e soprattutto, quando più pensiamo di averne. Perché quella che abbiamo non è moneta, e che cosa sia davvero la moneta l'abbiamo dimenticato. Per questo, prima di ogni teoria, prima di ogni politica, prima di ogni critica economica, ci urge oggi una storia monetaria: per tornare sulle tracce di una moneta perduta. La storia della moneta è la storia d'una perdita. Il primo compito è acquistare consapevolezza di tale perdita. Più grave della perdita, infatti, è che non ce ne rendiamo conto."
Così Luca Fantacci, professore di storia economica alla Bocconi di Milano, ricercatore in tema di sistemi monetari e pensiero del denaro, nonchè studioso di sistemi di monete complementari, inizia il suo libro "La moneta. Storia di un'istituzione mancata".
Nomisma, letteralmente “cosa stabilita per legge” significa “istituzione”. In assenza del riconoscimento della natura istituzionale della moneta l'economia non ha più limiti né misura se non quella, autoreferenziale, del suo continuo accrescimento. Le autorità politiche monetarie non hanno il potere di definire la misura perché, conseguentemente all'assunzione implicita del principio secondo cui la moneta non è altro che una merce, lo hanno abdicato alle forze del mercato, che ne determinano il prezzo.
Per comprendere come siamo rimasti "senza moneta" bisogna ripercorrere la storia della moneta dalle origini perché, come suggeriva Aristotele:
Se si studiassero le cose svolgersi dall'origine, anche qui come altrove 
se ne avrebbe una visione quanto mai chiara.”
 
L'ANTICO REGIME

Nel diritto romano la moneta era res principis e allo Stato garante spettava la prerogativa sulla mutatio monetae. Dai tempi di Costantino la falsificazione divenne reato di lesa maestà, non soltanto perché le monete recavano l'effigie del sovrano, ma perché falsificando la moneta si ledeva sia il singolo sia l'interesse del principe.

Come emerge dalla testimonianza del giureconsulto Paolo che affermava
essendo poi stata coniata con un marchio pubblico, può essere posseduta e utilizzata, non tanto in rapporto all'intrinseco, quanto alla quantità
per il diritto romano del tardo impero la moneta non aveva a che fare con la sua sostanza materiale, cioè con il metallo in essa contenuto. L'istituzione della moneta che si attuava con la coniazione del metallo serviva proprio per distinguere la merx dal pretium. La moneta era quindi innanzitutto misura, e in quanto misura poteva assolvere alla funzione di mezzo di scambio.

I barbari, pur utilizzando la moneta non ne avevano una propria, perché l'emissione di moneta richiedeva la presenza di due elementi: un sovrano e un sistema giuridico.
Per incontrare le prime monete di un re barbarico si dovette aspettare fino al 643, anno dell'Editto di Rotari, in cui si riservava esplicitamente e categoricamente al sovrano il diritto di battere moneta, con parole poco rassicuranti per i falsari:
Si qui sine iussinionem regis aurum figuraverit aut moneta confinxerit, manus ei incidatur”  [Se qualcuno senza il permesso del re avesse falsificato oro o coniato moneta, gli sarebbe stata tagliata la mano]

Nell'antico regime la moneta non è mai riserva di valore: “solo” misura e mezzo di scambio. L'autorità monetaria di antico regime consisteva essenzialmente nel potere di stabilire il rapporto tra i metalli e la moneta, potere che si esplicava nel signoraggio, ovvero nella definizione della differenza tra il valore della moneta e il valore di metallo in essa contenuto.

LO STANDARD METALLICO

Se fin dall'epoca romana il conio costituiva il segno della congiunzione e della distinzione tra moneta e materia, con lo standard metallico l'unità monetaria venne identificata con il metallo fino in essa contenuto. L'identificazione della moneta con il valore del metallo sarà il preludio alla loro separazione. 
Nel Cinquecento si cominciò a mettere in discussione la facoltà del principe di decidere autonomamente il valore legale delle monete all'interno del proprio Stato e per questo si fece in modo di limitare questo potere. 
L'istituzione dello standard metallico fu accompagnata, con un paradosso solo apparente, dalle prime emissioni di moneta cartacea.
Già nel XIII secolo i grandi mercanti italiani che operavano su scala europea, per rispondere alla richiesta di dilazioni tra importazioni ed esportazioni e tra lo scambio dei beni e i pagamenti, avevano istituito una rete di lettere di cambio. Le lettere di cambio sono il modo cinquecentesco della creazione monetaria privata. Le fiere (prima Lione, poi Bisenzone) rappresentano il luogo di compensazione delle lettere di cambio, luogo sottratto alla giurisdizione dei singoli Stati.

 IL GOLD EXCHANGE STANDARD
Se prima del gold standard la moneta è d'oro, dopo la moneta è oro. 
Il metallo pregiato venne istituito come misura sulla base della sua quantità. L'identificazione tra misura del valore e peso del metallo fino si porrà come premessa per una crescita potenzialmente illimitata del credito. 
L'oro diventa riserva, cessa di essere mezzo di scambio e diventa fine dello scambio. La riserva cancella la possibilità stessa che una misura si dia: se è la riserva a conservare il valore inalterato, non è una terza funzione della moneta, ma una incorporazione delle altre due (mezzo e misura). La moneta diventa così merce. La moneta-oro è la moneta di un'economia senza nomos, autonoma. 
Il dogma metallista e il suo superamento hanno lasciato un deficit istituzionale alla base delle istituzioni monetarie.
Con l'aggiunta della funzione di riserva di valore si creò inoltre il presupposto per la legittimazione del prestito a interesse, cosa che non aveva precedenti in tutto il pensiero occidentale. 
La creazione degli istituti di emissione inoltre fu una tappa fondamentale nel processo di confusione tra moneta e credito. Data significativa è il 1694, anno di fondazione della Banca d'Inghilterra. L'istituzione del signoraggio moderno nella forma di emissione di biglietti a corso forzoso avviene mediante l'identità tra debiti e moneta, tra riserva di valore e mezzo di scambio.

 IL DOLLAR STANDARD
Nel luglio del 1944, a Bretton Woods, una conferenza monetaria e finanziaria delle Nazioni Unite, dove gli alleati cercavano un compromesso sull'assetto monetario mondiale in vista del termine del conflitto, stabilì che il dollaro sarebbe rimasto l'unica moneta convertibile in oro. 
Gli Stati Uniti poterono da quel momento godere di un vantaggio esclusivo e, per dirla in altre parole – ma sempre con quelle di Fantacci - , esercitare il signoraggio a livello mondiale: essendo il dollaro una moneta nazionale accettata nei pagamenti internazionali, gli Stati Uniti possono finanziare le importazioni stampando moneta. L'egemonia del dollaro, consolidatasi definitivamente con l'attuazione del Piano Marshall, era giustificata e limitata dalla convertibilità del dollaro in oro. Almeno fino al 1971.

ABOLIZIONE DELLA CONVERTIBILITA' DELL'ORO

Il 19 agosto 1971 Nixon dichiarò l'inconvertibilità del dollaro. Fu un colpo di stato monetario? Non si trattò di conquistare il potere con mezzi illegittimi, ma di conservarlo rimuovendo il fondamento di legittimità. In entrambi i casi il risultato è lo stesso: un governo illegittimo. La seconda via è però più infida perché la continuità nasconde il cambiamento. 
Nell'attuale sistema monetario, per non rinunciare alla caratteristica della scarsità si è istituito il monopolio delle Banche Centrali e dell'FMI nell'emissione di moneta. La misura della scarsità e della capacità di essere riserva è data dal tasso di interesse.  
Un'ultima testimonianza autorevole riguardo alla natura dell'autorità monetaria attuale è stata fornita dall'ex presidente della FED Alan Greenspan, che ha descritto il senso del proprio ufficio in questi termini: 
“Signoraggio è il reddito che uno ottiene sulla base della capacità di indurre gli attori del mercato a impiegare i suoi debiti come moneta.”  
Le banconote sono in realtà titoli di credito, che hanno perso la scritta “Pagabili al portatore”, ma non hanno perso la loro natura di falsa cambiale. Nessun sovrano è mai arrivato al punto di stabilire per decreto l'indifferenza tra debiti e moneta. Nessuno tranne Nixon e Greenspan, ossia gli Stati Uniti e le Banche Centrali.